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La nuova stagione del San Carlo di Napoli: ritorna Muti, debutta la Bartoli

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In prima linea, nel cartellone 2018/19 del Teatro San Carlo di Napoli presentato dalla sovrintendente Rosanna Purchia accanto ai vertici artistici e istituzionali, svettano entro un totale di dodici titoli tre nuovissime produzioni. Innanzitutto il Mozart del Così fan tutte realizzato in tandem con la Wiener Staatsoper – e che vedrà tornare dopo ben trentaquattro anni d’assenza Riccardo Muti sul podio lirico del Teatro San Carlo dopo il Macbeth verdiano inaugurale del 1984, stavolta accanto alla regia della figlia Chiara – per l’apertura di Stagione il prossimo 25 novembre. Annunciato da tempo ma solo relativamente alla coppia Muti, ora abbiamo anche il cast delle voci: Maria Bengtsson sarà Fiordiligi, Paola Gardina Dorabella, Alessio Arduini e Pavel Kogatin rispettivamente Guglielmo e Ferrando, Despina sarà interpretata da Emmanuelle de Negri mentre a cantare Don Alfonso sarà Marco Filippo Romano. A proseguire, nella terna, un’inedita Madama Butterfly di Puccini reinventata dal cineasta Ferzan Özpetek in scena nell’aprile 2019 diretta da Gabriele Ferro con la Cio-Cio-San di Evgenia Muraveva accanto al Pinkerton di Saimir Pirgu e in coda, a novembre, la rarità di un’Ermione di Rossini firmata Jacopo Spirei a cent’anni dalla prima rappresentazione napoletana, con Alessandro De Marchi sul podio di Orchestra e Coro della Fondazione (nell’occasione, annunciato il passaggio di testimone alla direzione della compagine corale sancarliana da Marco Faelli a Gea Garatti Ansini), quindi con Carmen Giannattasio nel ruolo del titolo accanto a Teresa Iervolino, Enea Scala e Antonino Siragusa.
Inoltre, in locandina dal 15 al 20 dicembre, si segnala un titolo importante del Novecento quale Káťa Kabanová di Leoš Janáček (a Napoli assente da cinquant’anni) nell’allestimento in prima italiana di Willy Decker con targa Nationale Opera & Ballet Amsterdam e direzione di Juraj Valčuha, dunque con operazione analoga alla folgorante e recentemente applaudita Lady Macbeth di Šostakovič così come, nel solco del My Fair Lady dello scorso anno, il San Carlo rilancia in febbraio la carta del musical con Lady, Be Good! dei fratelli Ira e George Gershwin, regia di Emilio Sagi e direzione musicale affidata allo specialista Nick Davis.

A complemento, cinque balletti compresi fra il classico e il contemporaneo più sedici concerti al via il 19 ottobre con il Requiem di Verdi riletto dal Direttore musicale Valčuha alla testa di Orchestra e Coro del San Carlo, più le voci soliste di Eleonora Buratto, Veronica Simeoni, Antonio Poli e Riccardo Zanellato. E sempre in ambito concertistico, oltre alle proposte sinfoniche e da camera di rito, massima è l’attenzione per due eventi canori a cinque stelle: il primo, in data unica il 12 febbraio, è il recital del soprano Mariella Devia, dal titolo “Eroine e Regine del Romanticismo italiano”; il secondo, l’8 marzo, sempre in serata unica e in virtù del concerto fra otto illuminati imprenditori napoletani, vedrà debuttare per la prima volta sul palcoscenico del Lirico di Napoli il mezzosoprano Cecilia Bartoli che, accanto al suo gruppo Les Musiciens du Prince diretto da Gianluca Capuano, darà forma a un florilegio di arie d’opera del Sette e Ottocento. In realtà la Bartoli, presente come ospite speciale all’affollata conferenza-stampa di presentazione della nuova Stagione, sarà motore e protagonista di un pregevolissimo progetto d’intesa fra il Teatro San Carlo e la Scala di Milano finalizzato alla presentazione di tre titoli operistici händeliani nel corso dei prossimi anni. «In queste ultime settimane – ha spiegato durante l’incontro la sovrintendente Rosanna Purchia – sono stati avviati i contatti preliminari per verificare la fattibilità di un progetto di collaborazione virtuosa tra le due Fondazioni lirico-sinfoniche. Primo titolo previsto nel prossimo biennio 2019-20, il Giulio Cesare in Egitto, composto da Händel per il King’s Theatre nel 1724. L’allestimento, curato da Robert Carsen, dovrebbe vedere impegnati i rispettivi laboratori teatrali nella realizzazione delle scene e dei costumi, assegnando al celebre mezzosoprano il ruolo di Cleopatra». Al centro dell’iniziativa, dunque, c’è la Bartoli che, da anni impegnata nella riscoperta della grande tradizione operistica settecentesca e del funambolico repertorio dei castrati, ha non solo auspicato la collaborazione tra due Teatri fondamentali per la storia dell’opera in musica in Italia e nel mondo, ma puntato in special modo sul polo partenopeo che, nel secolo XVIII, fu laboratorio e fulcro di quello straordinario fenomeno. «Nell’Italia dove la musica barocca e l’opera hanno visto la luce – ha dichiarato in merito Cecilia Bartoli – dovremmo imparare ad esserne orgogliosi, valorizzando innanzitutto Napoli, la capitale da cui la grande musica e i tanti compositori di scuola partenopea raggiunsero le più lontane città d’Europa attraverso splendidi capolavori. La musica barocca – conclude e ribadisce al termine – è un patrimonio italiano immenso che necessita di essere riscoperto ed eseguito».

Per il resto, nel nuovo cartellone sancarliano, diverse le riprese, in bilico fra repertorio popolare e spettacoli premiati ma, anche, titoli assenti da tempo o in rilettura inedita per l’Italia. Si passa quindi dalla tradizionale Bohème di Puccini in gennaio nell’allestimento “di casa” di Francesco Saponaro, con la Mimì di Karen Gardeazabal e il Rodolfo di Giorgio Berrugi, al Verdi di Un ballo in maschera (assente da venticinque anni), nel mese di febbraio nella coproduzione dell’Opera di Roma e Malmö Opera con la regia di Leo Muscato, direzione di Donato Renzetti e cast capitanato da Roberto Aronica, Luca Salsi, Saoia Hernández e Anna Maria Sarra. E ancora, dal labirintico surrealismo del regista Lauren Pelly per Les Contes d’Hoffmann di Offenbach, in prima nazionale a marzo nella coproduzione dell’Opéra de Lausanne, Opéra National de Bordeaux e Opéra de Marseille sotto la bacchetta d Pinchas Steinberg e compagnia di stelle guidata da Maria Grazia Schiavo, Nino Machaidze, John Osborn e Alex Esposito, al Wagner sancarliano delle Walküre Premio Abbiati 2006 per le scene di Giulio Paolini e i costumi di Giovanna Buzzi, in maggio. Così come parimenti premiato dall’Associazione nazionale dei critici musicali per le scene di Sergio Tramonti è la Cavalleria rusticana di Mascagni versione Pippo Del Bono in luglio per il San Carlo Opera Festival, con la Santuzza di Violeta Urmana in alternanza con Veronica Simeoni alla sua prima lirica sancarliana e con il Turiddu di Marcelo Álvarez e Roberto Aronica. Fra settembre e ottobre tornerà ancora, in terza battuta e con altre dodici recite, La traviata di Verdi “sotto la pioggia” firmata nei mesi scorsi da Lorenzo Amato, per chiudere infine, dal 20 al 26 novembre, con il bellissimo allestimento dei Pagliacci di Leoncavallo creati per il Lirico napoletano dal regista-fantasista Daniele Finzi Pasca, con l’ottimo Jordi Bernàcer sul podio, Compagnia di acrobati e cast di rilievo con Eleonora Buratto nel ruolo di Nedda.

Ulteriori infomazioni: Teatro San Carlo

In copertina: Cecilia Bartoli con il sovrintendente Rosanna Purchia

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