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Il Festival della Valle d’Itria riscopre dopo tre secoli il Rinaldo di Händel/Leo

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Dopo l’accidentale ritrovamento del manoscritto dell’opera nella biblioteca privata di un castello inglese nel 2012, la versione napoletana del Rinaldo – ‘pasticcio’ in salsa partenopea assemblato da Leonardo Leo nel 1718, a partire dall’originale di Händel con l’innesto di pagine di Francesco Gasparini, Giuseppe Maria Orlandini, Giovanni Porta, Domenico Sarro e Antonio Vivaldi – torna in scena dopo trecento anni nell’Atrio di Palazzo Ducale a Martina Franca per la 44ª edizione del Festival della Valle d’Itria (29 luglio, 2 e 4 agosto, ore 21).

Per l’occasione il Direttore musicale del Festival Fabio Luisi dirige un prestigioso ensemble specializzato nel repertorio barocco come quello svizzero della Scintilla, per la prima volta a Martina Franca. Lo spettacolo è affidato alla regia di Giorgio Sangati, allievo prediletto di Luca Ronconi, che in questi anni si sta affermando sui palcoscenici di prosa e lirica per la cura e l’originalità delle proposte: «Ho immaginato che la conquista di Gerusalemme – spiega il regista – potesse rappresentare idealmente il raggiungimento del successo. Spostando il punto di vista e giocando all’interno di una metafora tutta musicale, così da stuzzicare l’immaginario di uno spettatore di oggi, sono chiamati a sfidarsi, su questo ideale campo di battaglia, due fazioni di divi del recente passato, appartenenti al pop-rock (i cristiani) e al dark-metal (i turchi)».
«Quest’anno al Festival della Valle d’Itria – spiega il musicologo che ha ricostruito la partitura dell’opera, Giovanni Andrea Sechi – si ascolterà non la partitura completa di quest’ultima versione, bensì un’edizione che riunisce tutte le fonti superstiti. Le lacune sono state colmate con altri brani coevi o con porzioni di musica da me ricostruite».

Nella parte en travesti di Rinaldo debutta il contralto Teresa Iervolino – anche lei campana come il castrato Grimaldi, unico altro interprete del ruolo della versione 1718 –, in quella di Armida il soprano abruzzese Carmela Remigio e ancora Loriana Castellano (Almirena), Francesca Ascioti (Argante), Francisco Fernández-Rueda (Goffredo), Dara Savinova (Eustazio), e gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Dielli Hoxha, Kim-Lillian Strebel, Ana Victória Pitts) e, per i ruoli buffi di Nesso e Lesbina, Simone Tangolo e Valentina Cardinali, attori provenienti dal Piccolo Teatro di Milano. Le scene sono di Alberto Nonnato, i costumi di Gianluca Sbicca e le luci di Paolo Pollo Rodighiero.
La prima dello spettacolo sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3 il 29 luglio ore 21.
Dalle 17 alle 21 sarà disponibile presso lo stand della Poste Italiane in Piazza Roma l’annullo filatelico dedicato al 44° Festival della Valle d’Itria.

Rinaldo di Georg Friedrich Händel debuttò al Queen’s Theater di Londra nel 1711, prima opera su libretto italiano composta appositamente per un teatro della capitale inglese: ebbe un enorme seguito, rimanendo in cartellone per ben sette stagioni di fila e registrando innumerevoli repliche. Il primo interprete della parte del protagonista Rinaldo fu il castrato napoletano Nicola Grimaldi (detto Nicolini), che ebbe grande successo a Londra e che fece ritorno a Napoli nel 1718. All’insaputa di Händel, il castrato portò la partitura a Napoli, dove Leonardo Leo e altri musicisti partenopei vi intervennero, realizzandone un “pasticcio” che andò in scena al Teatro di San Bartolomeo con l’aggiunta di intermezzi e due personaggi buffi, Lesbina e Nesso, interpretati da una celebre coppia di cantanti-attori locali.

Ulteriori informazioni: www.festivaldellavalleditria.it

Photo credit: Paolo Conserva

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