Chiudi

Alla Scala, l’Elektra firmata da Patrice Chéreau e diretta da Christoph von Dohnányi

Condivisioni

Dal 4 al 29 novembre torna al Teatro alla Scala Elektra di Richard Strauss, diretta dal Maestro Christoph von Dohnányi. L’allestimento è quello firmato da Patrice Chéreau nel 2013 in coproduzione tra il Festival di Aix-en-Provence e il Teatro alla Scala, che oggi lo riprende in occasione del quinto anniversario della scomparsa del grande regista. In occasione della ripresa del 2016 al Metropolitan il critico del New York Times Anthony Tommasini parlò di “una pietra miliare nell’allestimento operistico del nostro tempo” aggiungendo “questa produzione rivela meglio di ogni altra che io abbia visto le paure subliminali la strana impotenza di un’Elektra dallo sguardo selvaggio…”. Nel costruire la scena della tragedia Chéreau si era avvalso dell’intuizione e del gusto del suo collaboratore abituale Richard Peduzzi, capace come pochi altri scenografi di lavorare sulla concezione di spazi e volumi piuttosto che sul decoro dei fondali.

Nella parte di Elektra è in scena Ricarda Merbeth, già splendida Marie in Wozzeck e quindi Leonore in Fidelio alla Scala. Dopo aver aperto il 2019 a Dresda nella parte di Senta diretta da Christian Thielemann, Ricarda Merbeth tornerà alla Scala in novembre come protagonista di Die Ägyptische Helena di Strauss diretta da Franz Welser-Möst. Al suo fianco come Klytämnestra torna Waltraud Meier, una leggenda del teatro degli ultimi decenni che con il Teatro alla Scala ha un legame fortissimo: ricorderemo soltanto che ha cantato in 6 inaugurazioni di stagione, un’assiduità senza paragoni negli ultimi decenni iniziata con Kundry nel Parsifal diretto da Muti il 7 dicembre 1991 e proseguita nel 1994/1995 con Die Walküre, nel 1998/1999 con Götterdämmerung e nel 1999/2000 con Fidelio, tutte dirette da Muti; sono seguite la Stagione 2007/2008 con Tristan und Isolde (spettacolo di Chéreau) e la 2010/2011 con Die Walküre dirette da Daniel Barenboim. Ritorna anche come Orest Michael Volle, che alla Scala ha debuttato come Sprecher nella Zauberflöte diretta da Muti nel 1998 per tornare tra l’altro nel Rheingold di nuovo con Muti nel 2013 e come Wozzeck diretto da Metzmacher nel 2015. Nel 2017 è stato acclamatissimo Sachs nei Meistersinger diretti da Daniele Gatti. Il 26 Volle sarà protagonista di un concerto di canto in cui interpreterà il ciclo brahmsiano Die schöne Magelone con Andrea Jonasson voce recitante e Helmut Deutsch al pianoforte. Nella parte di Aegysth sarà in scena Roberto Saccà, la cui importante carriera internazionale sta per avere un momento di svolta importante con il primo Otello di Verdi all’Opera di Francoforte. Chrysotemis avrà la voce di Regine Hangler. 

Christoph von Dohnányi
Christoph von Dohnányi è un protagonista indiscusso della vita musicale e teatrale della seconda metà del Novecento. Classe 1929, berlinese, von Dohnányi è precocemente travolto dalle drammatiche vicende storiche e familiari: ad appena 15 anni perde il padre Hans, fiero oppositore del nazionalsocialismo giustiziato in carcere assieme allo zio, Dietrich Bonhoeffer, fondatore della Chiesa confessante. Un’eredità morale che Christoph raccoglie seguendo le orme del nonno Ernő, celebre musicista e amico intimo di Béla Bartók. La sua carriera è fulminante: a 27 anni è il più giovane Generalmusikdirektor di Germania (a Lubecca) e nel 1968 succede a Georg Solti alla guida dell’Opera di Francoforte inaugurando una stagione indimenticabile per fervore creativo ed entusiasmo nella ricerca a fianco di Gérard Mortier. Il periodo più fertile dal punto di vista discografico è indubbiamente il ventennio alla guida di Cleveland e Philharmonia Orchestra, che ha consacrato von Dohnányi come alfiere della musica contemporanea tanto quanto dei capolavori del Classicismo e del Romanticismo, in perfetta continuità. Con Elektra il maestro firma la sua seconda opera al Piermarini dopo Moses und Aron nel 1997. Nel 2019 è atteso per una nuova produzione di Idomeneo.

Patrice Chéreau alla Scala
Patrice Chéreau si spegne a Clichy il 7 ottobre 2013. A cinque anni dalla scomparsa il Teatro alla Scala lo ricorda riportando in scena il suo ultimo capolavoro registico, Elektra di Richard Strauss. Questo allestimento andò in scena per la prima volta al Festival di Aix-En-Provence nel 2013 e approdò al Piermarini nel 2014 con la direzione di Esa-Pekka Salonen. L’avventura scaligera di Chéreau era iniziata nel 1979 con una trasferta dei complessi dell’Opéra che, in occasione del Festival Berg voluto da Claudio Abbado, portarono l’epocale allestimento di Lulu con la direzione di Pierre Boulez. Il primo spettacolo di Chéreau per la Scala è Lucio Silla, del 1984, sul podio Sylvan Cambreling. Daniel Barenboim lo chiama per Tristan und Isolde per l’inaugurazione della Stagione 2007/2008: per entrambi si tratta del primo 7 dicembre e nella storia recente del Teatro è una pietra miliare. La sera prima Chéreau è voce recitante ne L’histoire du soldat, sempre diretta da Barenboim. Nel 2010 arriva alla Scala, con Esa-Pekka Salonen sul podio, anche l’indimenticabile allestimento di Da una casa di morti di Janáček presentato a Aix nel 2007. Nella febbrile attività di Chéreau regista di teatro e di cinema, attore, autore e produttore, le regie d’opera superano appena i dieci titoli ma il Ring realizzato a Bayreuth con Boulez ha cambiato per sempre il nostro modo di pensare Wagner, e ogni messa in scena, dalla prima Italiana in Algeri di Spoleto con Schippers fino all’Elektra che torna ora alla Scala, segna un punto di inarrivabile equilibrio tra geometrica perfezione degli spazi e dei movimenti e straziante verità della passione.

Ulteriori informazioni: Teatro alla Scala

Photo credit: Marco Brescia & Rudy Amisano

Download PDF
Privacy Policy Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino