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Alla Royal Opera House di Muscat in Oman, un nuovo Rigoletto firmato da Zeffirelli

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Franco Zeffirelli torna alla regia d’opera a 95 anni compiuti e lo fa con una nuova produzione di Rigoletto di Giuseppe Verdi che andrà in scena nel settembre del 2020 sul palco della Royal Opera House di Muscat, in Oman. L’annuncio ufficiale di questo allestimento è stato dato da Umberto Fanni, direttore generale e direttore artistico del teatro omanita, nella dimora romana del maestro, una splendida villa sulla via Appia Antica, alla presenza dello stesso regista, visibilmente compiaciuto. Emoziona entrare in questa sorta di luminoso Vittoriale, baciato da un caldo sole novembrino, che custodisce in ogni angolo i ricordi di una carriera straordinaria, tra foto e cimeli che raccontano la storia non solo della musica e dell’arte del Novecento. Zeffirelli, la cui ultima regia è il Don Giovanni areniano del 2012, tornerà così in Oman a dieci anni dalla Turandot che nel 2011 inaugurò il nuovo teatro dell’opera del Sultanato. L’occasione è rappresentata dai dieci anni del teatro omanita e dei 50 del Paese arabo, rinato grazie al sultano Qaboos bin Al Said.

“Sarà per noi un appuntamento storico – ha detto Umberto Fanni – un allestimento del maestro ha inaugurato il nostro teatro e ha dato l’imprinting a una programmazione che abbiamo portato avanti in questi anni toccando tutti i generi musicali. Il nostro teatro è dotato di un’acustica eccellente ed è realizzato con caratteristiche molto particolari, in marmo e legno, con un’architettura araba che riveste una sala modernissima, dotata di ogni tecnologia. Testimonianza visibile di quello che è un concetto chiave per il Sultano, ossia l’innovazione nella tradizione”. L’idea di mettere in scena Rigoletto nasce in realtà nel 2011, proprio in occasione dell’inaugurazione. Allora venne momentaneamente accantonata, ma Zeffirelli aveva già elaborato il progetto in modo avanzato, realizzando alcuni bellissimi bozzetti di scena e dando precise indicazioni registiche, che saranno riprese dal suo team di collaboratori, guidati dal suo storico assistente Stefano Trespidi. “Ci saranno tutti i tratti della magnificenza e dell’estetica di Zeffirelli – ha detto quest’ultimo – e anche il taglio cinematografico delle regie del maestro. Sarà comunque un Rigoletto estremamente rispettoso della musica e della poetica verdiana”. “Uno Zeffirelli intimista, inedito, un po’ diverso dagli spettacoli grandiosi a cui ci ha abituati” ha aggiunto Pippo Corsi Zeffirelli.

Lo spettacolo sarà coprodotto dalla Fondazione Arena di Verona (che metterà anche orchestra, coro e scene), dall’Opera di Roma (coinvolta per i costumi) e dai teatri di Vilnius e Zagabria: enti tutti rappresentati in conferenza stampa dai rispettivi vertici, mentre Fanni ha annunciato che altri teatri si uniranno all’operazione. Dal canto suo, Rawya Al Busaidi, presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Opera omanita, ha ricordato l’obiettivo dichiarato dal Sultano creando un teatro lirico nel suo Paese: “favorire lo sviluppo culturale della nazione e incoraggiare la pace tra le nazioni attraverso lo scambio culturale, reso possibile dal linguaggio universale della musica”.

Nell’immagine di copertina: Franco Zeffirelli con Stefano Trespidi

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