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Un nuovo Nabucco apre l’Opera Festival 2017 dell’Arena di Verona

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Venerdì 23 giugno alle ore 21.00 Nabucco di Giuseppe Verdi inaugura la 95ª edizione dell’Opera Festival 2017 all’Arena di Verona.
Il dramma verdiano, composto sul libretto di Temistocle Solera, è proposto per 12 serate, fino al 26 agosto, in un nuovo allestimento che porta la firma di Arnaud Bernard per regia e costumi e di Alessandro Camera per le scene. Alla direzione d’orchestra sarà impegnato Daniel Oren (23, 29/6 – 7/7 – 4, 12, 18, 23, 26/8), che dal 1984 ha guidato solisti, Orchestra e Coro areniani in 45 titoli lirici per 28 Festival; mentre per quattro serate salirà sul podio Jordi Bernàcer (12, 15, 18/7 – 9/8), al suo debutto all’Arena di Verona.

Bernard traspone la messa in scena tra il 1848 e il 1860, periodo in cui l’Impero austriaco dominava il Regno Lombardo-Veneto. La regia di Bernard, difatti, legge nel contrasto insito nella vicenda narrata nell’opera – che si esprime nel conflitto tra Babilonia e Gerusalemme – la storia d’Italia negli anni turbolenti del Risorgimento. Ed è proprio questa visione risorgimentale suggerita da musica e libretto, e propria dei rivoluzionari italiani negli anni in cui Verdi componeva l’opera, che ha permesso a Nabucco di diventare nell’immaginario collettivo il titolo patriottico per eccellenza, con il suo “Va’, pensiero” che si eleva come una bandiera ad inno del riscatto nazionale. Bernard quindi parte da questa interpretazione, per rendere il dramma più storico, umano e verosimile: a riprova di ciò, nel secondo atto Nabucco non verrà colpito da un fulmine divino, ma si farà allegoria dell’uomo politico vittima di un attentato da parte di rivoluzionari armati di fucile; il “Va’, pensiero” sarà cantato dietro le barricate, fra i gesti di conforto e aiuto che si scambiano i reduci di ritorno da una battaglia; e tutta la messa in scena avrà come ambientazione luoghi ben riconoscibili: un noto teatro, il sagrato di una cattedrale, un bastione semi-diroccato, la sala di un palazzo nobiliare. Come ci racconta il regista, la vicenda parte da un momento storicamente ben definito, quasi fosse una fotografia d’epoca: «L’azione si svolge attorno al Teatro alla Scala durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare maggiormente quanto l’opera e la musica di Verdi potessero entusiasmare ed accendere gli animi ancor più di mille proclami». Perché, chiarisce Bernard, «sicuramente la colonna sonora di questo periodo storico è stato il melodramma italiano, e in particolare le opere di Giuseppe Verdi».

Nei panni del protagonista Nabucco troviamo per la prima e le due recite successive George Gagnidze (23, 29/6 – 7/7), cui seguono Leonardo López Linares (12, 15, 18/7 – 4/8), Boris Statsenko (9, 12, 18/8), al suo debutto nell’anfiteatro, e Sebastian Catana (23, 26/8). Il personaggio della fiera Abigaille è affidato a Tatiana Melnychenko (23, 29/6 – 7/7) e Anna Pirozzi (4, 9, 12/8) – che proprio in questo ruolo hanno visto il loro debutto in Arena rispettivamente nel 2013 e nel 2015 – e Susanna Branchini (18, 23, 26/8), apprezzata interprete areniana dal 2008, mentre sarà alla sua prima nell’anfiteatro veronese Rebeka Lokar (12, 15, 18/7). Altro debutto con Fondazione Arena, nel ruolo di Zaccaria, per Stanislav Trofimov (23, 29/6 – 7/7 – 23, 26/8), a cui fanno seguito i ritorni di Rafał Siwek (12, 15, 18/7) e In-Sung Sim (4, 9, 12, 18/8). Nei panni di Fenena vedremo Carmen Topciu (23, 29/6 – 7, 12/7 – 4/8), Anna Malavasi (15, 18/7) e Nino Surguladze (9, 12, 18, 23, 26/8), e in Ismaele Walter Fraccaro (23, 29/6 – 7/7), Mikheil Sheshaberidze (12, 15, 18/7 – 4, 9/8) e Rubens Pelizzari (12, 18, 23, 26/8).
Completano il cast, nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo Romano Dal Zovo (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7) e Nicolò Ceriani (4, 9, 12, 18, 23, 26/8); nei panni di Abdallo Paolo Antognetti (23, 29/6 – 7/7 – 18, 23, 26/8) e Cristiano Olivieri (12, 15, 18/7 – 4, 9, 12/8); infine, daranno voce ad Anna Madina Karbeli (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7 – 4/8) ed Elena Borin (9, 12, 18, 23, 26/8).
Il titolo impegna l’Orchestra, il Coro preparato dal M° Vito Lombardi ed i Tecnici dell’Arena di Verona insieme a numerose comparse.

Seguirà Aida, opera simbolo del Festival lirico con le sue 650 rappresentazioni dal 1913 a oggi. Il capolavoro verdiano verrà presentato dal 24 giugno per 8 serate nella versione futuristica e visionaria che ha inaugurato il Festival del Centenario nel 2013, firmata dal team artistico catalano La Fura dels Baus, con la regia di Carlus Padrissa e Àlex Ollé e le scene di Roland Olbeter, assistente alla regia Valentina Carrasco, che cura anche le coreografie, mentre i costumi sono di Chu Uroz e il lighting design dell’areniano Paolo Mazzon; sul podio Julian Kovatchev.
Dal 28 luglio Aida tornerà poi sul palcoscenico per altre 9 rappresentazioni nell’immancabile storico allestimento, applaudito per ben 20 stagioni, ispirato alla prima edizione del 1913, realizzato da Gianfranco de Bosio nel 1982, grazie allo studio dei bozzetti delle scene originali di Ettore Fagiuoli, e arricchito dalle coreografie di Susanna Egri. Dirigono Andrea Battistoni e Julian Kovatchev.

La terza opera del Festival 2017 sarà ancora un titolo verdiano, Rigoletto, proposto dal 1 luglio per 5 date nell’elegante e tradizionale allestimento del regista Ivo Guerra, con le scene di Raffaele del Savio e i costumi di Carla Galleri, che riproduce all’interno dell’anfiteatro veronese una piccola città di Mantova curata nei minimi dettagli. Alla guida dell’Orchestra areniana ritroviamo Julian Kovatchev.

Si proseguirà dall’8 luglio con 6 recite di Madama Butterfly di Giacomo Puccini. L’opera verrà proposta nel fortunato allestimento del 2004 firmato per la regia e le scene dal genio di Franco Zeffirelli, con i ricercati costumi del premio Oscar Emi Wada e i movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli; la direzione d’orchestra sarà affidata a Jader Bignamini.

Il 17 luglio è la volta della prima serata speciale del 95° Festival lirico: anche per il 2017 farà tappa in Arena il gala Roberto Bolle and Friends, l’attesissimo appuntamento che vedrà impegnato Roberto Bolle, étoile mondiale della danza, in un repertorio che spazia dal classico al contemporaneo, affiancato dai principali nomi del panorama ballettistico internazionale.

Segue il 21 luglio la serata Plácido Domingo – Antología de la Zarzuela, che vede protagonista uno dei miti della lirica mondiale, con le arie più emozionanti della tradizione popolare spagnola: un programma che saprà trasmettere al pubblico tutto il calore e l’energia della terra madrilena.

Ultimo titolo lirico del Festival 2017 sarà Tosca di Giacomo Puccini, proposta dal 5 agosto per 5 rappresentazioni nello scenografico allestimento ideato nel 2006 da Hugo de Ana, che ne ha curato regia, scene, costumi e luci; dirigerà la bacchetta di Antonino Fogliani.

Per concludere, il 15 agosto sarà in programma la terza serata-evento, con l’esecuzione della IX Sinfonia di Beethoven diretta da Daniel Oren: una serata di gala di pura emozione, che vedrà il capolavoro assoluto del genio di Bonn – prima composizione musicale dichiarata nel 2001 “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco, con l’iscrizione nel registro della “Memoria del Mondo” – risuonare nell’anfiteatro fino ad avvolgerlo nell’entusiasmo del celeberrimo Inno alla Gioia.

Il 95° Opera Festival vedrà impegnati i Complessi Artistici e Tecnici della Fondazione Arena di Verona, insieme ai numerosi mimi e figuranti.
Si confermano gli orari di inizio delle rappresentazioni del 95° Arena di Verona Opera Festival: alle ore 21.00 nei mesi di giugno e luglio, alle ore 20.45 in agosto. Le tre serate-evento, invece, avranno inizio alle ore 22.00.

Ulteriori informazioni:
www.arena.it

Bozzetto di Alessandro Camera per Nabucco (particolare) – © Fondazione Arena di Verona

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