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Un nuovo allestimento di Bohème all’Opera di Firenze

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Continua la “maratona” pucciniana programmata dal Maggio Musicale Fiorentino per la riapertura di settembre: La bohème, titolo popolarissimo e molto amato, va in scena dal 14 settembre alle 20 per un totale di cinque rappresentazioni. L’allestimento è tutto nuovo con le scene firmate da Tiziano Santi, i costumi di Angela Giulia Toso e la regia di Bruno Ravella.  La direzione d’orchestra è affidata a Francesco Ivan Ciampa.
Un cast  giovane e di alto livello capitanato nei ruoli principali da Maria Mudryak – applaudita come Violetta ne La traviata estiva del Maggio a Palazzo Pitti  – nel ruolo di Mimì e Matteo Lippi anche lui già ascoltato in La traviata al Maggio come Alfredo e adesso nel ruolo di Rodolfo, ruolo che ha già sostenuto con successo in Italia e all’estero. Con loro Benjamin Cho, Marcello, formatosi all’Accademia del Maggio e Angela Nisi, Musetta, nota per aver interpretato Kristina nell’opera Le braci di Marco Tutino. Francesco Ivan Ciampa sul podio è stato già apprezzato a Firenze come direttore alternandosi sul podio – sempre di Bohème, ma nell’allestimento firmato da Lorenzo Mariani e coprodotto col Comunale di Bologna – con Daniel Oren nel 2016. Bruno Ravella benché conosciuto dal nostro pubblico per aver recentemente ripreso il lavoro di David McVicar per il Faust di Gounod nel gennaio 2017, è al suo debutto italiano come regista.  Tiziano Santi firma l’impianto scenico anche per questo secondo titolo pucciniano, dopo la Butterfly ancora in cartellone fino al 21 settembre e prima di Tosca, sempre disegnata da lui, prevista dal prossimo 22 settembre.
«Una vita gaia e terribile»: è quella dei bohémien. In una Parigi fredda e invernale quattro giovani artisti tirano a campare con pochi soldi, cercando di sbarcare il lunario e godendo con allegria e incoscienza di sprazzi di vita al Caffe Momus. L’intreccio tra due storie d’amore, quelle di Marcello con Musetta e Rodolfo con Mimi è l’occasione per mostrare anche il lato oscuro dell’amore: i litigi tra innamorati e le gelosie reciproche che svaniscono quando qualcosa di più grande si palesa, la morte di Mimì, consumata dalla tisi.

Ulteriori informazioni: Opera di Firenze

Photo credit: Pietro Paolini / TerraProject – Contrasto

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