La Cenerentola inaugura la stagione lirica del Grande di Brescia

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La magia è nella musica di Gioachino Rossini. La Cenerentola, capolavoro del Cigno di Pesaro, inaugura venerdì 29 settembre alle ore 20,30 la stagione lirica del Teatro Grande di Brescia (con replica domenica 1 ottobre alle 15,30). Si tratta di un nuovo allestimento, nel bicentenario della prima, che nasce nella città Leonessa d’Italia e girerà poi nei teatri di OperaLombardia: sarà al Ponchielli di Cremona il 6 e 8 ottobre; al Fraschini di Pavia l’1 e 3 dicembre; al Teatro Sociale di Bergamo il 7 e 9 dicembre e al Teatro Sociale di Como il 14 e 16 dicembre. Il cast dell’opera ha incontrato la stampa per presentare il lavoro fatto.

Come noto, la versione rossiniana della fiaba di Perrault perde ogni riferimento al magico, ma non per questo risulta meno seducente: “Cenerentola – ha detto la direttrice d’orchestra Yi-Chen Lin, musicista di origine taiwanese ma svizzera d’adozione – è una favola che ha accompagnato tutti noi: ci insegna l’importanza della generosità e dell’innocenza da quando eravamo piccoli. Nella musica di Rossini – ha continuato – c’è sempre un sorriso: porta con sé una leggerezza che tuttavia nasconde una immensa profondità, una semplicità nella quale brilla la bellezza. Adottiamo l’edizione critica di Alberto Zedda – ha concluso – ma ho cercato con i cantanti un equilibrio tra il dettato musicale e l’esigenza di valorizzare il loro virtuosismo”.

Il regista Arturo Cirillo ha sottolineato la dimensione paradossale e ossimorica dell’universo rossiniano, con “personaggi che sono in bilico – ha detto – tra emotività e meccanicità. Da una parte c’è la leggerezza della favola, e dall’altra un dramma borghese, famigliare. La protagonista – ha spiegato – mi appare come un personaggio moderno nel rivendicare una sua propria felicità ed è buona, non semplicemente caritatevole, perché in realtà è una donna gioiosa”. Cirillo viene dal teatro di prosa ed è alla sua terza regia lirica: “Mai come in Rossini – ha detto – ho sentito che nella musica ci fosse tutto. Non amo le regie forti e chiuse, ossia quelle che un po’ sovrastano gli interpreti. Mi piace invece lavorare dando un’idea dei personaggi, ma che poi i cantanti e gli altri se ne impossessino sempre più, come se il lavoro non appartenesse più a me ma a loro. Questo scarto l’ho sentito e credo dipenda moltissimo dalla capacità drammaturgica della musica di Rossini, oltre che dalla bravura degli interpreti che ho a disposizione. La chiave per me è muoversi a tempo, all’unisono con la musica”.

Grande entusiasmo ed emozione hanno raccontato i protagonisti, molti dei quali al debutto nei rispettivi ruoli. La locandina vede nel ruolo di Don Ramiro Ruzil Gatin, Vincenzo Taormina come Don Magnifico, Clemente Antonio Daliotti nel ruolo di Dandini. Le sorelle Clorinda e Tisbe saranno impersonate da Eleonora Bellocci e Elena Serra, Alessandro Spina sarà Alidoro, mentre il ruolo di Angelina è affidato a Cecilia Molinari, giovane mezzosoprano trentino che sta ottenendo unanimi consensi in Europa, segnali di una carriera certamente ad alti livelli. Tutti hanno sottolineato la grande coesione che si è creata nel lavorare insieme, certamente utile a un migliore risultato complessivo. Le scene portano la firma di Dario Gessati, mentre i costumi sono di Vanessa Sannino e le luci di Daniele Naldi. Alla direzione del coro di OperaLombardia ci sarà Massimo Fiocchi Malaspina. L’orchestra, come da tradizione, è quella dei Pomeriggi Musicali di Milano.

Ulteriori informazioni: Teatro Grande

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