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Il cappello di paglia di Firenze va in scena al Teatro Verdi di Pisa

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Titolo d’esordio dell’allora neonato Progetto Opera Studio nell’ormai lontano 2001 con la regia di Attilio Corsini (attore e regista fondatore della compagnia Attori & Tecnici, scomparso nel 2008), Il Cappello di Paglia di Firenze di Nino Rota torna ora nuovamente in scena per LTL Opera Studio in un nuovo allestimento del Teatro di Pisa co-prodotto con il Teatro Goldoni di Livorno e il Teatro del Giglio di Lucca: in scena al Teatro Verdi, dopo le prove aperte e la promozionale per le scuole, le associazioni del sociale e gli operatori del turismo di venerdì pomeriggio, sabato sera (11 febbraio ore 20.30) e domenica pomeriggio (12 febbraio ore 16). La recita di sabato sera, com’è consuetudine per le produzioni di Opera Studio, è in abbonamento nella 50^ Stagione dei Concerti della Normale. Il 18 e 19 febbraio Il Cappello di Paglia di Firenze sarà poi a Livorno e il 4 e 5 marzo a Lucca.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra Giovanile Italiana, il M° Francesco Pasqualetti, direttore pisano che vanta una importante carriera internazionale; la regia è di Lorenzo Maria Mucci, formatore e regista teatrale che ha già firmato diversi titoli lirici al Teatro Verdi di Pisa (i più recenti Simon Boccanegra e il Trittico Hindemith-Puccini). Le scene sono di Emanuele Sinisi, i costumi di Massimo Poli, le luci di Michele Della Mea.  La compagine corale vede insieme l’Ensemble vocale del Progetto LTL Opera Studio, il CLT Coro Lirico Toscano e alcuni giovani cantori del Coro delle Voci Bianche del Teatro del Giglio e della Cappella di Santa Cecilia di Lucca; Maestro del Coro Andrea Chinaglia

Basata su uno dei più conosciuti vaudeville di Eugène Labiche (Un Chapeau de paille d’Italie del 1851, tuttora in repertorio nei teatri francesi e portato sugli schermi cinematografici nel 1927 dal grande René Clair che ne fece un capolavoro del cinema muto), Il Cappello di Paglia di Firenze fu composto da Rota nel 1945 su libretto che egli stesso scrisse insieme con la madre Ernesta Rinaldi. Rappresentato per la prima volta dieci anni più tardi al Teatro Massimo di Palermo, ha visto poi un susseguirsi di allestimenti in Italia e all’estero con crescente successo ed oggi è considerato il suo capolavoro.

Motore dell’azione è il cappello di paglia indossato da Anaide, moglie di Beaupertuis, durante un incontro clandestino con il proprio amante, il tenente Emilio, e mangiato dal cavallo del giovane Fadinard nel giorno delle sue nozze. Sospetti, scambi di persona, situazioni rocambolesche costellano la vicenda che si sviluppa a ritmi frenetici nell’arco di una sola giornata. 

«Rota – ricorda il M° Francesco Pasqualetti – si riprende con forza il diritto di ricollegarsi alla gloriosa tradizione dell’opera buffa che di fatto si era interrotta con Don Pasquale di Donizetti esattamente un secolo prima, nel 1842. Ma lo fa con estrema autoironia e arguzia, creando qualcosa di completamente diverso dal passato. Dietro le accattivanti melodie di Rota, all’apparenza semplici e tradizionali, infatti si celano tutti gli espedienti che la musica ha nel frattempo elaborato nella sua evoluzione stilistica: politonalità, tonalità cromatica, neoclassicismo alla Prokof’ev, jazz, giustapposizione di accordi lontani fino a lambire in un paio di casi la dodecafonia. Le forme sono quelle tradizionali dell’aria, del duetto, del terzetto, della grande scena con coro, del grande concertato finale alla Rossini. Anche le armonie sembrano simili ma sono invece sporcate, dilatate, forzate nella loro natura e rese di nuovo terribilmente attraenti per l’orecchio moderno. È la cifra del linguaggio di Rota. Troppo conservatore per le avanguardie, che lo snobbano relegandolo nell’infame purgatorio dei compositori di musica da film. Troppo complesso per la musica popolare, di cui riesce a sedurre il pubblico, ma solo in parte. Un compositore ancora oggi tutto da scoprire. »

È stato proprio il film di René Clair a ispirare il regista Lorenzo Maria Mucci per questo nuovo Cappello di Paglia«Sono partito da qui – annota – da René Clair che a Parigi, negli studi della Films Albatros, nel 1927 gira Un chapeau de paille d’Italie ambientato nella Parigi del 1895. L’ambiente di uno ‘studio de cinema’ d’antan, con i suoi finti ambienti, gli elementi intercambiabili, i trucchi un po’ da fiera, la precarietà costante delle scenografie mi è sembrato adatto ad accogliere e dare fluidità visiva al ritmo serrato del racconto musicale. Insieme a Emanuele Sinisi abbiamo quindi immaginato uno studio cinematografico dei primi del ‘900 in cui si gira un film ambientato a fine ‘800. L’overture musicale viene sfruttata per rendere conto di questo antefatto. Poco prima dell’inizio delle riprese lo studio si anima con il regista, gli operatori, i truccatori e gli attori che dovranno interpretare i ruoli dell’opera/film.  Poi le riprese hanno inizio proprio con quella corsa del calesse che Fadinard racconta allo zio Vézinet […]»

Il cast che si alterna fra Pisa, Livorno e Lucca è composto da ventiquattro giovani artisti selezionati per il percorso formativo di LTL Opera Studio 2016 assieme ai giovani maestri collaboratori Valeria Affatato, Beatrice Carraro e Honglin Zong: nel ruolo di Fadinard Claudio Zazzaro e Andrea Fermin, in quello del suocero Nonancourt Veio Torcigliani e Giordano Farina; nel ruolo del geloso Beaupertuis,  Alessandro Biagiotti e Claudio ManninoNicola Vocaturo interpreta lo zio VézinetRui Ma e Chen Li si alternano nel ruolo del bel tenente EmilioVictor Hernan Godoy interpreta Felice, domestico di Fadinard; Federico Bulletti è sia Achille di Rosalba che una guardiaClaudio Mugnaini è il Caporale delle Guardie. Nei ruoli femminili si alternano Maria Veronica Granatiero e Sonia Bellugi (Elena, la sposina di Fadinard), Federica Grumiro e Caterina Poggini (Anaide, la bella e infedele moglie di Beaupertuis); ben cinque le interpreti del ruolo della Modista (Federica Livi, Chiara Milini, Anna Roberta Sorbo, Maria Ferraro e Francesca Matta) e tre le interpreti della salottiera e seducente Baronessa di Champigny (Antonia Fino, Maria Candirri e Alessandra Masini). 

L’opera viene messa in scena in due parti con un unico intervallo.

Proseguendo nella bella consuetudine inaugurata con il Flauto Magico, nel Foyer del Teatro Verdi sono in mostra i disegni ispirati dal Cappello di Paglia ad alunne  ed alunni delle Scuole Secondarie Inferiori di 1° Grado “L. Fibonacci” succursale (classi II As, Bs, Cs) e  “G. Toniolo” centrale (classi III A e B).

Biglietti ancora disponibili; per maggiori informazioni tel  050941111 e www.teatrodipisa.pi.it.

Photo credit: Imaginarium Creative Studio

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