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Donato Renzetti inaugura la Stagione sinfonica del Teatro La Fenice

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La Fondazione Teatro La Fenice dedica l’inaugurazione della propria Stagione Sinfonica 2017-2018 alla celebrazione del centenario di Porto Marghera. Nel concerto in programma venerdì 3 novembre 2017 ore 20.00, in replica sabato 4 novembre ore 20.00 (turno S) e domenica 5 novembre ore 17.00 (turno U), il maestro Donato Renzetti guiderà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice e i tenori solisti Paolo Antognetti e Stefan Pop, in un programma con musiche di Fabio Vacchi, Pino Donaggio, Giuseppe Verdi e Antonín Dvořák ispirato al tema della nascita di un ‘nuovo mondo’, sia esso una città gloriosa, una grande nazione, o un importante polo industriale.

Con il concerto che dà l’avvio al suo cartellone sinfonico, la Fenice si fa dunque protagonista delle celebrazioni per il centenario di Porto Marghera, progetto nato nel 1917 – l’anno più tragico della prima guerra mondiale – su iniziativa di un abile imprenditore e politico veneziano, Giuseppe Volpi. La serata si aprirà con la prima esecuzione assoluta di Canti di fabbrica, brano commissionato per l’occasione dalla Fenice al compositore bolognese Fabio Vacchi, basato sui versi dei ‘poeti di fabbrica’ Attilio Zanichelli, Fabio Franzin e Ferruccio Brugnaro. La dignità dei lavoratori, travolti dall’ingranaggio oppressivo e totalizzante dell’industria, tra rassegnazione, rabbia e speranza, è uno degli aspetti portanti dei testi prescelti. Ma è proprio sulla speranza e sul sogno di un mondo migliore che il concerto intende porre l’accento.
La presenza in programma di un classico della canzone italiana quale Io che non vivo (senza te), presentato a Sanremo dal compositore veneziano Pino Donaggio, fotografa per l’appunto i sogni e le aspettative che accompagnano il periodo di massima crescita dell’economia: gli anni Sessanta. Il brano sarà eseguito in una trascrizione per coro e orchestra.
Archetipo per eccellenza di rinascita fisica, spirituale e artistica è quindi Venezia, al cui mito fondativo rimanda la pagina verdiana tratta dal prologo di Attila: la scena e cavatina di Foresto «Quai voci… Ella in poter del barbaro». La distruzione di Aquileia a opera del re degli Unni stimola l’avvento di un’epoca migliore, nata anche dai resti della civiltà romana ormai corrotta. Nei versi della cabaletta cantata da Foresto e dal coro si inneggia allo splendore di una città che sorgerà «dall’alghe di questi marosi/qual risorta fenice novella», con evidente allusione anche al Teatro La Fenice, dove l’opera va in scena per la prima volta nel 1846.
Alla fascinazione per la scoperta della civiltà americana rimanda infine il viaggio sonoro compiuto da Antonín Dvořák nella Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 Dal nuovo mondo. I panorami e le suggestioni evocati dalla partitura restituiscono l’America della nuova frontiera, quella ingenua ed eroica dell’epopea del Far West: una visione idealizzata, dalla quale viene rimossa ogni allusione al conflitto tra coloni e nativi, e al suo pesante carico di vite umane. È l’idea di un ‘nuovo mondo’ sempre più lontano dai modelli europei: l’origine di quell’American Dream che con le sue promesse di libertà, uguaglianza e una vita migliore, è stato il motore delle molteplici ondate di immigrazione che si sono succedute dall’Ottocento a oggi.

Come di consueto, il concerto di sabato 4 novembre 2017 sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.
I biglietti per i concerti di sabato 4 e domenica 5 novembre (da € 15,00 a € 70,00) sono acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2424) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

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