Al Filarmonico di Verona, Pagliacci nello storico allestimento di Zeffirelli

Condivisioni

Il secondo titolo operistico della Stagione artistica 2016-2017 della Fondazione Arena di Verona è Pagliacci, dramma in un prologo e due atti con parole e musica di Ruggero Leoncavallo in scena dal 22 gennaio, ore 15.30, al Teatro Filarmonico. Regia e scene portano la firma di Franco Zeffirelli, mentre i costumi sono di Raimonda Gaetani; Valerio Galli dirige Orchestra, Coro e cantanti.
Repliche: martedì 24 gennaio ore 19.00, giovedì 26 gennaio ore 20.00, domenica 29 gennaio ore 15.30, martedì 31 gennaio ore 19.00, giovedì 2 febbraio ore 20.00.

L’opera, che originariamente si intitolava Pagliaccio, si ispira a un delitto realmente accaduto nel 1865 a Montalto Uffugo, paesino calabrese dove Leoncavallo aveva vissuto da bambino alcuni anni. Il titolo viene successivamente modificato in Pagliacci poiché il baritono Victor Maurel, primo interprete del personaggio di Tonio, temeva che il suo ruolo passasse in secondo piano in favore di quello del tenore, Canio. La prima rappresentazione ha luogo al Milano il 21 maggio 1892, diretta dal giovane e ancora poco conosciuto Arturo Toscanini e ottiene subito un grande successo.
Si tratta di un’opera verista dalle forti implicazioni metateatrali calata sul finire dell’Ottocento nell’ambiente violento di una Calabria arretrata e periferica. Della partitura di Leoncavallo Zeffirelli aggiorna la lettura in una più stretta contemporaneità e descrive così la scelta registica: «Questa produzione di Pagliacci mi è particolarmente cara e nacque dal mio desiderio di cercare una chiave di lettura contemporanea di quel capolavoro dell’Opera italiana dell’Ottocento … Ho scelto una periferia del Sud, con motorini, officine e degrado. Ho voluto tirare i Pagliacci ancora di più verso il presente: si dice che sia il capolavoro del Verismo. E sono d’accordo. Ma è anche qualcosa di più: è un’opera in cui si fondono miracolosamente verità e finzione, cronaca ed arte. E dunque è quasi un obbligo riportare all’oggi la cornice cronachistica in cui si muove la vicenda. La gelosia e l’omicidio passionale di Canio sono cronaca di tutti i giorni, valgono sempre». E così dall’ambientazione come da libretto «la scena ha luogo in Calabria presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto, fra il 1865 e il 1870», il grande regista traspone la vicenda agli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso ma non per attualizzarla, ma per eseguirla nell’ambiente moderno e quasi contemporaneo che Leoncavallo aveva concepito.

Sul podio, al debutto al Teatro Filarmonico, Valerio Galli; Nedda-Colombina sarà interpretata da Donata D’Annunzio Lombardi, recentemente impegnata nel titolo inaugurale della Stagione Artistica 2016-2017, e Valeria Sepe, al suo debutto sul palcoscenico del Teatro veronese.
Nel ruolo di Canio-Pagliaccio troviamo Walter Fraccaro, dopo la recente produzione di Turandot, alternato a Rubens Pelizzari, che ritorna al Teatro Filarmonico dove aveva rivestito il medesimo ruolo nella produzione della Stagione Artistica 2011-2012. Devid Cecconi e il debuttante Elia Fabbian daranno voce al personaggio di Tonio-Taddeo. Federico Longhi e Alessio Verna si alterneranno nella parte di Silvio, mentre Francesco Pittari sarà Beppe-Arlecchino.
Il Coro dell’Arena di Verona è preparato da Vito Lombardi, mentre il Coro di Voci bianche A.LI.VE. è diretto da Paolo Facincani.

Ulteriori informazioni: www.arena.it

Photo credit: Ennevi

Download PDF