La Finale dell’8° Concorso lirico internazionale Trofeo La Fenice a Seravezza

Condivisioni

La grande scena di Rodrigo dal Don Carlo di Verdi, “Per me giunto…Io morrò”, cantata in apertura di serata dal baritono Ho Joun Lee, è stata il miglior biglietto da visita della finale dell’8° Concorso lirico internazionale “Trofeo La Fenice”, promosso dall’Associazione La Fenice di Pietrasanta e dedicato quest’anno a Giuseppe Verdi e Mario Del Monaco.
Proprio a Lee è stato assegnato infatti il primo premio della competizione, che si è svolta nel Teatro delle Scuderie Granducali di Seravezza di fronte a un pubblico numeroso e prodigo di applausi. Dotato di una voce di bel timbro brunito e dall’emissione morbida, il giovane baritono coreano ha fraseggiato con espressione e nobiltà, dimostrandosi a suo perfetto agio pure in “Nemico della patria” dall’Andrea Chenier di Giordano.
Seconda classificata il soprano greco Katerina Kotsou, che si è aggiudicata anche il Premio Verdi grazie all’esecuzione toccante di “O cieli azzurri” dall’Aida e, soprattutto, alla partecipazione espressiva e al temperamento drammatico esibiti nell’aria del Don Carlo “Tu che le vanità”. Al terzo posto si è quindi piazzata Juyoung Oh, mezzosoprano coreano dotato di voce ben timbrata ed estesa, capace di piegarsi sia al lirismo di “O mio Fernando” dalla Favorita di Donizetti, sia alle agilità pirotecniche del rondò dalla Cenerentola di Rossini.
Il Premio della critica è stato assegnato al soprano giapponese Shodo Okada, svettante nell’aria di Turandot “In questa reggia”, mentre il il Premio del pubblico ha visto finalmente salire sul podio un italiano, il baritono Andrea Zaupa, che si è cimentato in due arie verdiane: “Pietà, rispetto, amore” dal Macbeth e “Credo in un Dio crudel” dall’Otello. Non è stato assegnato invece il Premio Mario Del Monaco riservato ai tenori.
Accompagnati al pianoforte da Massimo Morelli, i dodici finalisti erano stati selezionati tra oltre sessanta cantanti provenienti da ogni parte del mondo da una giuria presieduta da Stefano Mecenate, direttore artistico del concorso, e composta da: Aldo Tarabella, direttore artistico del Teatro del Giglio di Lucca, Angelo Taddeo, direttore artistico del Festival Pucciniano, Giuseppe Marotta, direttore d’orchestra, Giorgio Benati, ex vice direttore artistico del Teatro La Fenice di Venezia, Roberto Mori, critico musicale della rivista “l’opera”.
Un ulteriore elemento di qualificazione dell’evento è venuto dalla presenza di due ospiti come Gaia Verdi, pronipote del grande compositore, e di Donella Del Monaco, nipote dell’indimenticato cantante fiorentino, accolte sul palco – mentre la giuria si ritirava per decidere classifica finale – da Roberto Tommasi, cuore e anima dell’Associazione La Fenice. Donella Del Monaco ha proposto un video che ha ripercorso alcune fasi della carriera di Mario Del Monaco, offrendo anche momenti inediti delle sue performance.
Condotta da Loris Marchi e trasmessa in diretta streaming, la serata ha avuto un suggestivo prologo proposto da Armando Ariostini, baritono e ora amico di Casa Verdi, che ha realizzato un video nel quale, attraverso una serie di fotografie, racconta la quotidianità e i momenti conviviali degli ospiti della casa di riposo voluta da Giuseppe Verdi per accogliere i cantanti e i musicisti meno fortunati. Uno spaccato di vita dove la musica resta un imprescindibile elemento di coesione e dove il tempo sembra essersi fermato.
Oltre ai premi in denaro messi a disposizione dall’Associazione La Fenice, gli organizzatori hanno voluto dare ai giovani cantanti l’opportunità di incontrare direttori artistici in grado di inserirli nelle produzioni dei loro teatri, offrendo inoltre alcune “vetrine” costituite da concerti e manifestazioni nelle quali avranno modo di farsi conoscere e apprezzare.
Ancora una volta i premi speciali sono stati offerti da artisti versiliesi guidati dal critico d’arte Lodovico Gierut: i cantanti hanno così ricevuto opere di Tito Mucci, Clara Mallegni, Marzio Cialdi e Antonio Barberi. L’arte che premia l’arte, in una sorta di reciproco omaggio e di ideale consegna di un messaggio di amicizia da portare nel mondo, mentre il simbolo della Fenice, in bronzo e marmo, è stato consegnato ai tre vincitori insieme al premio in denaro. Ulteriore riconoscimento per tutti i finalisti è la masterclass di tre giorni che l’Associazione La Fenice ha previsto come stimolante momento di incontro e di crescita, e che sarà realizzata in una delle strutture che hanno aderito al progetto.

Download PDF