Il mio archivio video su YouTube, ricordando anche Daniela – Intervista a Fabio Armiliato

Un patrimonio ricchissimo di registrazioni dal vivo disponibili gratuitamente per tutti. In un momento in cui il pubblico non può seguire gli spettacoli in teatro, è giocoforza che lo streaming cerchi di sopperire a questa mancanza. Così, anche Fabio Armiliato ha pensato di investire sul proprio canale YouTube dove posta settimanalmente registrazioni passate di opere da lui stesso interpretate, spesso insieme alla compagna Daniela Dessì, indimenticabile stella del panorama lirico internazionale.
“L’idea è nata nel primo lockdown della primavera scorsa – spiega il tenore -. Avevo già pubblicato mie registrazioni, ma ho pensato di mettere mano al mio archivio personale, che è ricchissimo di materiali che riguardano me ma pure Daniela e così ogni domenica ho preso la consuetudine di pubblicare qualcosa, anche di inedito. Chiaramente, ho lasciato fuori le produzioni realizzate dalla Rai o da altri canali ufficiali, che hanno dei diritti che vanno rispettati. In compenso, ci sono tante rarità e addirittura registrazioni dei miei esordi, risalenti agli anni Ottanta e Novanta. In alcuni casi, la qualità video non è altissima: si tratta spesso di registrazioni fatte da amici o da semplici appassionati, magari con una telecamera fissa. Ma ciò che conta è poter condividere questi momenti”.

A che quota siamo?
Con il prossimo appuntamento, in onda eccezionalmente di sabato, il 26 dicembre alle 18, siamo a 50 recite pubblicate.

Di che opera si tratta?
La rondine di Puccini, registrata al Teatro Massimo Bellini di Catania nel 1990, la mia unica interpretazione di quest’opera, con protagonista il soprano statunitense di origine italiana Diana Soviero, una splendida collega. Questo mese, quello in cui si ricordano la nascita e la morte di Puccini, l’ho voluto dedicare al grande compositore lucchese. Tra l’altro, ho pubblicato anche la Manon Lescaut del debutto mio e di Daniela a Torre del Lago nel 2003, con la regia di Daniele De Plano e le scene di Igor Mitoraj, con tanto di bis delle “Trine morbide”.

Tra i titoli già pubblicati ce ne sono alcuni a cui si sente particolarmente legato?
Certamente il mio primo grande debutto con l’inaugurazione della stagione a Jesi nel 1986, nella Vestale di Spontini. Degli anni precedenti, ho qualche pagina di un Simon Boccanegra del 1984, registrato in Liguria con i complessi del Carlo Felice, e che mi piacerebbe pubblicare. Tra le opere cantate con Daniela, ricordo in particolare il nostro debutto insieme in Andrea Chénier all’Opera di Nizza nel 2000, con la regia di Giancarlo Del Monaco. Quella memorabile recita decretò a tutti gli effetti l’inizio della nostra avventura come la “coppia della lirica” che tutti conoscono. Poi c’è La fanciulla del West del centenario cantata insieme a Torre del Lago nel 2010, che ho ricostruito da diversi video della prova generale, e la Manon Lescaut di Barcellona nel 2005 che fu un successo incredibile, con ovazioni da stadio.

Com’è il riscontro di questa iniziativa?
Molto positivo, ho tantissimi iscritti che mi seguono e migliaia di visualizzazioni. C’è anche un bel network di appassionati che mi aiutano a ricostruire le locandine. Io, poi, accompagno ogni pubblicazione con alcuni aneddoti e retroscena, nonché una sintetica presentazione dell’opera.

Qual è il titolo più visualizzato ad oggi?
Il Don Carlo registrato a Vienna nel 2002 con la direzione di Marcello Viotti e la partecipazione, tra gli altri, di Dimitri Hvorostovsky. Ma anche altri titoli hanno un alto numero di visualizzazioni.

C’è pure la famosa Tosca di Macerata, quella in cui fu realmente ferito alla fucilazione.
Quel video vuole anche rendere onore all’alta qualità artistica di quella recita, purtroppo ricordata solo per l’incidente occorsomi. Con me c’erano Raina Kabaiwanska e Juan Pons, sul podio Donato Renzetti. Riporto tutta la documentazione disponibile, con anche i servizi dei tg. Ricordo le parole di Raina: mi disse “è un grande peccato perché tu hai cantato come un dio e questo episodio ha tolto l’opportunità che parlassero di te”. Ma il tempo è galantuomo.

Lei è dunque favorevole allo streaming dell’opera?
Diciamo che voglio essere costruttivo e quindi penso che lo streaming sia molto utile: aiuta a diffondere la musica, può far avvicinare al melodramma persone lontane, chi non può partecipare in diretta, è un ottimo modo di mantenere vivo questo straordinario patrimonio artistico. Ciò detto, non può diventare in alcun modo il sostituto dello spettacolo dal vivo.