OnTheatre, il primo portale online per lo spettacolo dal vivo ideato da Massimo Fiocchi Malaspina e Lucrezia Drei

Si chiama OnTheatre ed è la prima piattaforma digitale per la diffusione streaming on-demand dello spettacolo dal vivo (www.ontheatre.tv). Ma anche l’occasione per ripensare alcune dinamiche del mondo musicale, soprattutto nel suo approccio alla rete, nell’interesse della cultura, ma anche di chi vive di cultura. L’idea è nata nel pieno del lockdown causato dalla pandemia ed è di due musicisti: il soprano Lucrezia Drei e il direttore Massimo Fiocchi Malaspina. Lo abbiamo intervistato.

Come nasce questo progetto?
Io e Lucrezia Drei abbiamo avuto questa idea tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo quando in Italia incominciavano ad essere rinviati e poi cancellati i primi spettacoli, comprese diverse produzioni alle quali avremmo dovuto partecipare anche noi. Nell’incertezza generale che si percepiva in quei giorni abbiamo pensato che la situazione sarebbe durata molto a lungo e ci siamo interrogati su quali sarebbero state le alternative possibili. Incominciavano a essere diffusi massicciamente video di spettacoli di altissima qualità da parte di molti teatri e contemporaneamente contributi home made da parte di artisti e cantanti, lodevole iniziativa per restare in contatto con il pubblico ed essere di conforto in un periodo molto complicato. Tuttavia, in questo abbiamo riscontato il pericolo che la nostra professione venisse percepita come qualcosa di collaterale, di non indispensabile, quasi confinabile nell’hobbistica. Pericolo che si è manifestato anche con la definizione, ancorché pronunciata in buona fede e ingenuamente, che gli artisti sono coloro che “tanto ci fanno divertire”. Per queste ragioni abbiamo depositato l’idea di una piattaforma per lo streaming a pagamento dedicata al teatro, in tutte le sue possibili declinazioni, dalla prosa all’opera, dalla danza ai concerti di musica classica, passando per recital, spettacoli educational e teatro di figura. In poco tempo, grazie alla sensibilità e alla generosità di un’azienda di servizi internet, Assolo Networks, siamo riusciti a realizzare e a rendere operativa la piattaforma.

Come si articola concretamente?
OnTheatre non è una semplice piattaforma che distribuisce contenuti digitali, né una sorta di YouTube a pagamento. OnTheatre è un vero teatro digitale con una precisa linea artistica nella selezione e nella proposta degli spettacoli. È uno strumento a disposizione di teatri e compagnie, ma anche singoli artisti che abbiano registrato o intendano registrare video di qualità di propri spettacoli, recital e concerti. OnTheatre può ospitare anche spettacoli in Live streaming, che possono poi restare in cartellone insieme agli altri spettacoli, per una durata media di tre mesi. Lo spettatore acquista un biglietto per il singolo spettacolo scelto e ha la possibilità di guardarlo per un periodo di 28 giorni dall’acquisto e 48 ore dal primo avvio. Alla fine del periodo contrattuale all’artista o alla compagnia va la gran parte dell’incasso e a OnTheatre resta una piccola percentuale per coprire le spese di gestione dell’e-commerce e della piattaforma. Per l’artista, il teatro o la compagnia, OnTheatre è un servizio che non comporta rischi o investimenti iniziali, se non quello della registrazione del video, nel caso non sia già stato registrato. Tale video, chiaramente, alla fine del periodo contrattuale torna nella piena disponibilità dell’artista. Abbiamo anche pensato a un servizio, chiamato OnTicketRefund, che consente ai teatri di offrire i propri contenuti digitali a fronte della rinuncia da parte dello spettatore al rimborso del biglietto o del voucher per spettacoli annullati.

La piattaforma OnTheatre è partita ufficialmente con un’opera online dal titolo Alienati: ci presenti brevemente questo progetto. Pensa che Alienati possa costituire un modello anche per reinventare l’opera lirica contemporanea?
Avevamo sentito parlare di Alineati durante le settimane di quarantena e seguivamo con interesse questo progetto che, come il nostro, stava prendendo vita mentre quasi tutto il resto era chiuso o in chiusura. Alienati è un’opera che nasce da un’intuizione di Corinne Baroni, direttrice artistica della Fondazione Teatro Coccia di Novara, ed è stata interamente composta e realizzata durante il periodo di quarantena. Si tratta di un’Opera Smart Working, la cui musica è stata scritta a dieci mani da cinque compositori italiani e che ha visto come protagonisti alcune tra le maggiori eccellenze del panorama lirico nazionale e internazionale come Jessica Pratt, Davinia Rodriguez, Daniela Barcellona, Luciano Ganci, Roberto De Candia, Alfonso Antoniozzi e Nicola Ulivieri. Quando il Teatro Coccia ci ha contattato per proporci una collaborazione e trasmettere in esclusiva l’opera abbiamo aderito con entusiasmo perché Alienati è un genere nuovo di spettacolo che nasce per la rete e ne utilizza tutte le potenzialità. Lo spettacolo è stato una sfida anche a livello tecnico per OnTheatre, perché è un’opera interattiva, in cui lo spettatore si trova di fronte a bivi e ha la possibilità di agire sulla trama e scegliendo una delle varie alternative proposte. Un’opera nuova concepita in modo totalmente nuovo per un tipo di fruizione altrettanto nuova.

Quale riscontro ha avuto l’anteprima di Alienati?
Alienati è stata trasmessa in anteprima gratuita per un periodo di 48 ore a partire dalle 20.30 del 2 giugno e sarà disponibile su OnTheatre a pagamento, in una veste rinnovata e riedita, a partire dalla fine di giugno. L’anteprima di Alienati su OnTheatre ha riscosso un successo notevole: circa 18.000 impressions e oltre 6.000 views complessive sui vari video dell’opera, con l’80% degli spettatori che hanno visualizzato la totalità dei video. L’opera è stata visualizzata in 43 nazioni: moltissimo in Italia e in diversi paesi europei, ma ha avuto centinaia di visualizzazioni anche da USA, Russia, Giappone e Brasile.

A vostro avviso cambierà il modo di fruire l’opera lirica dopo questa emergenza?
Anche noi, come tutti gli artisti e i musicisti che stanno pagando cara questa situazione non vediamo l’ora di poter tornare in teatro e avere di fronte a noi le sale gremite di pubblico. Nessun video, per quanto meravigliosamente realizzato, potrà mai competere con le straordinarie emozioni che si vivono in teatro, sia per lo spettatore che per l’artista. Tuttavia, questo periodo ha creato delle consuetudini e mostrato potenzialità della rete con le quali tutti i settori, compreso il nostro, dovranno confrontarsi anche quando l’emergenza sarà completamente rientrata. Moltissimi appassionati non solo di opera, ma in generale del teatro, in questi mesi hanno potuto saziare la propria fame di spettacoli attraverso lo streaming e hanno potuto godere di produzioni che, anche solo a causa della distanza o del costo dei biglietti, non avrebbero mai potuto vedere. Inoltre, pensiamo che la grande disponibilità di spettacoli online abbia fatto guadagnare anche al teatro in presenza qualche nuovo appassionato spettatore. Ora però occorrerà capire se e quanto il pubblico sarà disposto a investire, anche se si tratta di cifre molto ridotte, per godere “virtualmente” degli spettacoli e se questa diventerà una necessità parallela a quella di recarsi fisicamente in teatro. Siamo però certi, in quanto artisti, che sia indispensabile affrontare il problema della diffusione gratuita di spettacoli e crediamo che progetti come OnTheatre stimoleranno riflessioni su argomenti spinosi come quelli dei diritti d’autore e dei diritti connessi degli interpreti. Se si consoliderà la consuetudine di trasmettere spettacoli teatrali a pagamento, enti produttori e artisti potranno concordare in sede contrattuale in modo chiaro le royalties sui proventi derivati dallo streaming, contribuendo a modificare uno status quo di utilizzo indiscriminato di registrazioni, nei confronti del quale incominciano a sorgere malcontenti e proteste da parte degli artisti coinvolti.

Come credete che si debba ripartire nel settore in questo momento di transizione?
Innanzitutto occorre tenere ben presente le linee guida emanate in questo periodo e in particolare le ultime della Conferenza delle Regioni datate 9 giugno. Queste indicazioni che riguardano la gran parte dei settori economici sono molto dettagliate anche per lo spettacolo dal vivo. Ci sono alcuni festival estivi che con coraggio hanno scelto di proporre comunque degli eventi, anche se rimodulati, beneficiando della possibilità di spazi aperti che consentono un afflusso maggiore di pubblico. La ripartenza con gli spettacoli in teatro sarà sicuramente più problematica, se nei prossimi mesi saranno ancora in vigore queste restrizioni. Gli enti più strutturati probabilmente avranno risorse, almeno in una prima fase, per ipotizzare produzioni “sostenibili” dal punto di vista della sicurezza sanitaria e del budget. Le realtà più piccole, d’altra parte, potrebbero avere un’agilità maggiore che consenta di proporre nuove forme di spettacolo. In ogni caso è ipotizzabile che purtroppo ci sarà una contrazione del settore, in un primo tempo per le restrizioni sanitarie e logistiche e in seguito un lungo strascico di crisi economica. Pensiamo che la rete possa comunque essere d’aiuto, sia per grandi enti che per realtà più piccole o singoli artisti, però sarà necessario ridurre la diffusione gratuita a pioggia degli spettacoli perché, come dicevamo, contribuisce a creare un’involontaria errata percezione della professionalità dell’artista. Forse gli stessi artisti dovranno comprendere a fondo le potenzialità della rete e, pur consapevoli delle enormi differenze rispetto allo spettacolo dal vivo, dovranno cercare di promuovere la fruizione a pagamento delle proprie performance, con prezzi certo molto ridotti rispetto al teatro ma un pubblico potenzialmente infinito. Concludo con una battuta: così come con la riapertura dei ristoranti nessuno pretende che vengano offerti grandi buffet gratuiti, allo stesso modo credo che gli stessi eventi legati alla ripartenza delle attività dello spettacolo dal vivo potrebbero essere diffusi attraverso la rete, a fronte del pagamento di un simbolico biglietto. A nostro parere una ripartenza vera passa attraverso la consapevolezza che si tratta proprio di un settore importante per l’economia del paese ed è doveroso che venga percepito come tale da tutti.