Chiudi

La scomparsa di Stephen Gould, Heldentenor wagneriano. Aveva 61 anni

Condivisioni

L’annuncio arriva dal Festival di Bayreuth, dove era di casa: il tenore americano Stephen Gould è scomparso martedì 19 settembre all’età di 61 anni. Solo due settimane fa, un comunicato sul suo sito web ne annunciava il ritiro dalle scene, a causa dell’aggravarsi di un cancro che, come specificato dal cantante stesso, non dava speranze di guarigione. La notizia non giunge quindi del tutto a sorpresa, se non per il pochissimo tempo che la malattia ha concesso a Gould. Da Bayreuth si dicono «esterrefatti» per la notizia, e ricordano «un eccezionale cantante, attore, insegnante, amico, e stimato collega». Al cordoglio del festival di Bayreuth si è unita anche la Wiener Staatsoper, dove Gould si era spesso esibito. Nel 2015, aveva ricevuto l’onorificenza austriaca di Kammersänger.

Gould era un vero specialista dei gravosi ruoli di Heldentenor wagneriano. A Bayreuth, dove aveva debuttato nel 2004, si era esibito in più di cento recite. Solo l’anno scorso, aveva ricoperto i ruoli di Tristano, Sigfrido nel Götterdämmerung e Tannhäuser, e sarebbe dovuto essere in scena anche quest’estate, prima di annullare gli impegni per “motivi di salute” che si sono purtroppo rivelati fatali. Per la sua resistenza, si era guadagnato il soprannome di Iron Man: un vero maratoneta dell’opera — così lo ricorda BR Klassik. Un maratoneta non solo per la lunghezza delle opere in cui normalmente compariva. Anche la sua carriera, un po’ atipica, si è sviluppata in tempi più lunghi rispetto ad altri suoi colleghi.

Nato in Virginia nel 1962, dopo gli studi al New England Conservatory of Music di Boston (come baritono) e al Center for American Artists della Lyric Opera of Chicago, si dedica al musical, cantando per diversi anni in una produzione di The Phantom of the Opera. All’opera, in effetti, ritornerà più tardi. Se nel 1989 sostituisce Chris Merrit in un Tancredi a Los Angeles, successivamente, su consiglio di un insegnante, approda a ruoli wagneriani. E così nei primi anni 2000 sbarca a Linz, prima per Fidelio e poi per Tannhäuser, interpretazione che gli schiude le porte, qualche anno più tardi, del tempio di Bayreuth. E in breve tempo Gould diventa un uno dei più quotati tenori wagneriani, consolidando con l’esperienza le complesse parti degli eroici protagonisti dei drammi germanici. Se il suo repertorio non si è limitato a Wagner, è sempre comunque rimasto nell’ambito dell’Heldentenor: Strauss, Beethoven, Korngold, spingendosi al massimo fino a Otello o Enea nei Troyens di Berlioz. La critica ne ha sempre lodato la capacità di resistenza nelle impegnative recite wagneriane e la sua solidità e prestanza vocale. Insomma, un tenore a cui affidare senza timore i ruoli più esigenti di questo repertorio.

In un’intervista di qualche anno fa, Gould citava il racconto del pellegrinaggio a Roma nel terzo atto di Tannhäuser come suo momento preferito dell’opera che ha forse interpretato più di frequente. È quindi con questa pagina che intendiamo ricordarlo.

Photo: Kay Herschelmann

 

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino