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Jacopo Tissi, primo ballerino italiano nominato étoile al Teatro Bolshoi di Mosca

Grand fouetté en tournant, rond de jambe, developpé, battement tendus, pirouettes di tutti i tipi. Nulla della danza accademica è vietato a Jacopo Tissi, un ventiseienne che arriva dal paesino di Landriano, in provincia di Pavia, e con volontà, determinazione e coraggio ha bruciato ogni tappa passando da Vienna alla Scala, presso la cui Scuola s’è diplomato, e dalla Scala al Teatro Bolshoi di Mosca dove pochi giorni fa è stato nominato étoile.

Dobbiamo dire che direttore del Ballo scaligero era allora lo stesso Makhar Vaziev che ha conferito ai nostri ballerini un aplomb prima sconosciuto, rendendo la compagnia scaligera una delle più importanti del mondo, e che Tissi ha ritrovato direttore al Bolshoi. Insomma, grande amore, costruzione, stile, riconoscimento. Se Jacopo è oggi il primo italiano a meritare il ruolo di étoile in un teatro russo non dobbiamo dimenticare la lunga consuetudine di insegnamenti e scambi tra Italia e teatri imperiali e non. La danza classica in Russia l’abbiamo importata noi fino a quando a cavallo tra Otto e Novecento è quasi diventata una proprietà di quel Paese, mentre qui si cadeva nel cattivo gusto tardoromantico di balletti come Amor o Sieba. E se tutte le protagoniste dei magnifici titoli di Čajkovskij erano italiane, il nostro Jacopo resta l’unico a essere inserito nell’attuale compagnia moscovita, la stessa che presta a noi l’eccelsa étoile Svetlana Zakharova.

Lo abbiamo ammirato alla Scala, lo ritroviamo in diversi filmati su YouTube. Jacopo è bellissimo e assoluto. Cocciuto e coraggioso. In quattro e quattr’otto ha persino imparato il russo. Lo dicono controfigura di Bolle, incontrastato eroe mondiale e variamente nostro ambasciatore. È vero, almeno per ora. Stessa tecnica purissima, stessa configurazione fisica, stessa classe e persino stessa provenienza dalla provincia (Bolle è nato a Casale Monferrato), quella che più dei grandi centri urbani nutre desideri di rivincita sociale e splendide fantasie artistiche. Potremmo citare decine di attori, scrittori, musicisti, registi.

Nel repertorio russo, da poco aperto a varie problematiche, vige sostanzialmente il repertorio classico. Non fa eccezione il nostro che tra un balzo e un fouetté en tournant mostra il bellissimo volto felice e sorridente. Roberto Bolle, pur aprendosi variamente al nuovo, è certamente più un ballerino che un attore, specie se drammatico. E ci si perdoni la semplificazione dei termini. Non conosciamo l’evoluzione artistica di Jacopo Tissi, le sue previsioni e nemmeno il suo desidero di novità. Pensiamo tuttavia che per ora il traguardo raggiunto sia totalizzante. E comunque nel ruolo di super-étoile di quello che assieme al Kirov di San Pietroburgo è il complesso più celebrato dell’orbe per i grandi titoli del repertorio, Jacopo Tissi ci sta davvero bene.

Photo: Cristiano Castaldi