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Elisabetta II, regina paladina della musica classica

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Quello che lega la defunta regina Elisabetta II alla musica classica e all’opera è un rapporto lungo come il suo regno settantennale, anzi ancora più duraturo. Nel corso dei suoi 96 anni d’esistenza, Elisabetta è stata dedicataria di numerose nuove composizioni, ha assistito a prime assolute in suo onore, è stata ospite d’onore di numerosi concerti e serate a teatro, ha incontrato le dive dell’opera, ha inaugurato sale da concerto, ha supportato le arti (divenendo tra l’altro Patron del Royal Ballet) e ha insignito di numerosi riconoscimenti musicisti e cantanti. La musica classica ha fatto da colonna sonora a molte delle ricorrenze del suo regno a partire dall’incoronazione e passando poi per tutti i giubilei. In questo senso si può facilmente affermare che la Regina Elisabetta, più di qualsiasi altro capo di Stato o Monarca del secondo ‘900, si sia fatta paladina della musica, direttamente o indirettamente.

Questo forte legame si crea già durante gli anni dell’infanzia. A soli 4 anni d’età Elisabetta, insieme alla sorella Margaret appena nata, diviene già dedicataria di una prima assoluta: Edward Elgar, nominato “Master of the King’s Music” compone la Nursery Suite (qui il link all’ascolto) che dirige poi nel 1931 davanti alla famiglia reale, inclusa la piccola Elisabetta. Margaret ed Elisabetta vengono educate a casa ricevendo anche lezioni di musica e di pianoforte. Si uniranno anche ai coristi del Castello di Windsor nell’intonare madrigali, sotto la direzione dell’organista e compositore Sir William Henry Harris. Crescendo, la Principessa Margaret sarà nota per le sue abilità con il piano e nel canto, mentre Elisabetta coltiverà altri interessi come l’amore per gli animali e le attività all’aria aperta. Ciò nonostante, questa sensibilità e attenzione per la musica e le arti le rimarranno dentro.

La cerimonia d’incoronazione del 1953 non rappresenta solamente un evento fastoso e iconico con migliaia di ospiti e spettatori, ma è anche un grande evento musicale con ben 40 lavori eseguiti per l’occasione, di cui circa un quarto sono nuove composizioni (come il Confortare di George Dyson o il Te Deum di Walton). Il pezzo più celebre eseguito durante il servizio religioso per l’incoronazione sarà l‘inno Zadok the Priest di Händel cantato da ben 300 membri del coro (qui il link). Viene anche eseguita la ciaccona dal King Arthur di Purcell oltre alle marce di Elgar Pomp and Circumstance e a diversi pezzi di Vaughan Williams.

Sempre nell’anno dell’incoronazione prende luogo quello che forse è l’evento operistico più celebre associato al nome di Elisabetta, ossia Gloriana di Benjamin Britten, composta apposta per le celebrazioni della coronation week e rappresentata per la prima volta l’8 giugno del 1953. Un video di British Pathé (qui il link) testimonia il fasto e il glamour di altri tempi per la serata di gala dell’apertura al Covent Garden, tra aristocratici, primi ministri e ambasciatori. L’opera si rivelerà un insuccesso di pubblico e critica ma verrà rivalutata successivamente, tornando poi al Covent Garden nel 2013 in occasione del 60° anniversario dalla prima rappresentazione. Per la regina Benjamin Britten comporrà tra l’altro anche un arrangiamento dell’inno nazionale “God save the Queen” per il Leeds Festival del 1961 (qui il link).

La regina Elisabetta ha avuto anche il compito di inaugurare molte sale da concerto che oggi costituiscono il fulcro della vita musicale di Londra. Nel 1967, tiene a battesimo la Queen Elizabeth Hall e Purcell Room al Southbank Centre: per l’occasione Benjamin Britten dirige una nuova composizione di Sir Arthur Bliss dal titolo River Music. Nel 1982, Elisabetta accompagnata dal duca di Edimburgo inaugura il Barbican Centre di Londra e partecipa a un concerto della LSO diretta da Claudio Abbado con solisti Yo Yo Ma e Vladimir Ashkenazy. Non solo Londra, però, ha avuto l’onore di averla come madrina: nel 1973, infatti, Elisabetta inaugura l’Opera di Sidney; quel giorno dichiara: “lo spirito umano a volte deve prendere le ali o la vela, e creare qualcosa che non sia solo utilitaristico o banale”.

E l’Italia? Come molti ricorderanno, la regina Elisabetta visitò il belpaese nel 1961 per il centenario dell’unità d’Italia. Durante il tour Elisabetta parteciperà a un concerto in suo onore alla Scala, dove verrà accolta dal sovrintendente Ghiringhelli e da un gruppetto di piccole ballerine in tutù bianco. Nello stesso anno anche il Teatro dell’Opera di Roma organizzerà una serata di gala in onore suo e di Filippo: accompagnata da Amintore Fanfani, la regina assisterà al Falstaff di Verdi con Gobbi, Panerai, Kraus, Scotto e Barbieri (qui il video dell’arrivo a teatro dal minuto 3.27). Nel 1976, l’orchestra della Scala diretta da Claudio Abbado sarà in tournée al Covent Garden di Londra con La Cenerentola di Rossini (regia di Ponnelle) con Lucia Valentini Terrani; in quell’occasione la regina incontrerà il sovrintendente Paolo Grassi.
Nel 2000 Elisabetta sarà nuovamente ospite al Piermarini dove assisterà a un concerto in suo onore diretto da Riccardo Muti (con in programma In the South ‘Alassio’ di Elgar e I pini di Roma di Respighi), che incontrerà poi dopo il concerto nel suo camerino, un episodio che il maestro ha ricordato in molte occasioni.

Numerose le dive dell’Opera che la Regina avrà modo di incontrare a teatro, nelle sue residenze private o in serate di gala, tra cui le più celebri sicuramente Maria Callas (qui il video dell’incontro al minuto 3.39) e Joan Sutherland. Nel 2002, Buckingham Palace organizza per il Gold Jubilee “Prom at the Palace” dove si esibiscono tra gli altri Roberto Alagna e Angela Gheorghiu. Nel 2005, lancia “The Queen’s Medal for Music”, conferita negli anni a Sir Charles Mackerras, Bryn Terfel, Colin Davis, Emma Kirkby, Nicola Benedetti.

L’amore per la musica classica e l’opera è stato ereditato in maniera ancora più convinta dal figlio Carlo, o meglio il nuovo re Carlo III. Un amore nato in tenera età andando a teatro con la regina madre. Carlo ha studiato il violoncello che ha suonato nell’orchestra dell’università. Da piccolo ha anche imparato a suonare la tromba e il pianoforte. In alcune interviste Carlo ha menzionato tra i suoi pezzi preferiti di tutti i tempi l’Idilio di Sigfrido, i due concerti per piano di Chopin, i Vier letzte Lieder di Strauss, I mastri cantori di Norimberga di Wagner, la Passione secondo Matteo di Bach. Numerose anche le istituzioni musicali sostenute da Carlo nel corso degli anni tra cui il Royal College of Music e il Monteverdi Choir. Per sapere che musica verrà eseguita all’incoronazione di Carlo III non rimane che attendere. Ma prima ancora dell’incoronazione del nuovo re, ci possiamo sicuramente aspettare altra musica al funerale di Elisabetta II previsto per lunedì 19 settembre. Tra gli invitati anche il soprano Kiri Te Kanawa, insignita del titolo di Dama e che tra l’altro aveva cantato “Let the bright Seraphim” al matrimonio di Carlo e Diana nel 1981 (qui il video).

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