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Artisti all’Opera – Oskar Kokoschka e Alma Mahler: La sposa del vento

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Figura sfaccettata e per nulla banale, quella di Alma Margaretha Maria Schindler, meglio conosciuta come Alma Mahler-Werfel (1879-1964). Figlia d’arte, nata dall’unione tra il pittore paesaggista Emil Jakob Schindler e la cantante d’operetta Anna von Bergen, crebbe e si formò nella Vienna illuminata della Secessione, la Vienna di Klimt e di Schiele, di Otto Wagner e di Sigmund Freud. Alma fu scrittrice e musicista, pianista talentuosa e raffinata autrice di Lieder; studiò, inoltre, composizione musicale con l’erede di Richard Strauss, Alexander von Zemlinsky, padre dell’opera Eine florentinische Tragödie.

Ritenuta una femme fatale della Vienna fin de siècle, nel corso della sua vita ebbe tre matrimoni con rinomate personalità del gotha culturale mitteleuropeo. Nel 1902 Alma sposò il celeberrimo compositore Gustav Mahler; un’unione difficoltosa nella quale non mancarono momenti di crisi, chiusasi nel 1911 con la morte del musicista nativo di Kaliště. Nel 1915 si maritò con il fondatore del Bauhaus, l’architetto e designer Walter Gropius, conosciuto già ai tempi di Mahler. Dopo il divorzio, Alma si unì infine, nel 1929, con il poeta praghese di origini ebraiche Franz Werfel, con il quale aveva iniziato una relazione durante gli anni del secondo matrimonio.

Non vanno certo trascurati i rapporti che Alma Mahler instaurò con i più acclamati artisti dell’epoca, dal drammaturgo Hugo von Hofmannsthal ai musicisti Alban Berg, Arnold Schönberg e Franz Schreker. Proprio per la sua innegabile avvenenza, fu presa a modello dal pittore Gustav Klimt ma, soprattutto, da Oskar Kokoschka, esponente di spicco della Secessione berlinese e del gruppo monacense Der Blaue Reiter, una delle manifestazioni di punta dell’Espressionismo tedesco. Alma e Oskar ebbero, difatti, una tormentata relazione amorosa durata circa due anni, una liaison burrascosa e sofferta che influenzò molto lo stile pittorico di Kokoschka, come ben esemplificato da uno dei suoi dipinti forse più noti: La sposa del vento. L’imponente olio su tela, oggi conservato in Svizzera al Kunstmuseum Basel e databile al 1913, è un’importante testimonianza autobiografica del legame tra i due e della drammatica, imminente fine del loro amore. Il quadro mostra i due amanti, nei cui volti sono abbastanza riconoscibili i ritratti del pittore e della compositrice, adagiati nudi in un letto scomposto e corrusco, formato da minacciose nubi turbinose; mentre la donna dorme tranquillamente e placida, ignara di ciò che capiterà a breve, l’uomo ha gli occhi aperti, vitrei e fissi nel vuoto, e stringe convulsamente le mani nodose. La tela è contraddistinta da pennellate violente e pastose, scomposte e selvagge, improntate a una tavolozza pittorica dominata da colori freddi, principalmente sfumature del blu, del verde e del viola, vorticosi frammenti cromatici che mettono maggiormente in risalto le figure dei due protagonisti, fluttuanti in uno sfondo astratto e immateriale. Questo stile brutale e vivido, di feroce aggressività, ben esprime il concetto di fondo dell’opera, ovvero il rapporto irrazionale, impulsivo e dilaniato vissuto dai due amanti. Un dipinto iconico, definito dallo stesso Kokoschka in una lettera al mercante d’arte berlinese Herwarth Walden come “Tristan und Isolde”, chiara allusione all’irraggiungibilità e alla difficoltà dell’amore tra Oskar e Alma.

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