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Addio al soprano polacco Teresa Zylis-Gara

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Si è spento ieri, 28 agosto, il soprano polacco Teresa Zylis-Gara. Era nata a Landwaróv, Vilnius, il 23 gennaio 1935 (così alcune fonti, fra cui il Dizionario UTET, altre riportano il 1930, altre ancora il 1937). Dopo essersi affermata al concorso di Canto di Varsavia del 1954, inizia la carriera sulle scene liriche polacche. La vittoria al Concorso internazionale organizzato a Monaco dalla Radio bavarese nel 1960 le apre le porte dei teatri tedeschi. Nel 1962 debutta a Dortmund, quindi a Düsseldorf (per diversi anni farà parte delle compagnie di questi teatri) e via via sugli altri principali palcoscenici.

Nel 1965 esordisce al Festival di Glyndebourne nella parte di Ottavio del Cavaliere della rosa; nel 1967 debutta con successo all’Opera di Roma come Pamina nel Flauto magico, ma in seguito tornerà piuttosto raramente in Italia. Nel 1968 si presenta al Covent Garden con La traviata e in quell’occasione Harold Rosenthal la giudica la migliore Violetta ascoltata in quel teatro dopo la Callas, definendola cantante raffinata e aristocratica, sottolineandone il superbo fraseggio e la purezza della voce e apprezzandola anche come interprete “calda, commovente ed emozionante”, mentre ad altri era sembrata piuttosto fredda.

In quello stesso anno debutta anche al Metropolitan di New York come Donna Elvira nel Don Giovanni, uno dei suoi ruoli preferiti, eseguito anche al Covent Garden nella stagione successiva e al Festival di Salisburgo, sia nell’edizione diretta da Karajan nel 1969 che in quella diretta da Bohm nel 1977. A proposito di quest’ultima edizione, riversata in disco dalla Deutsche Grammophon, Rodolfo Celletti, nel Teatro d’opera in disco (1950-1987) scrive: «La Zylis-Gara è spesso stridula in alto, ha suoni fissi, vocalizza in modo meccanico, è scarsamente espressiva nei cantabili come nei recitativi».

Di un altro dei suoi personaggi preferiti, Desdemona, la critica americana, in occasione dell’allestimento di Otello diretto da Böhm al Metropolitan nel 1972, apprezza soprattutto la raffinatezza e la purezza della voce, mentre nell’edizione diretta da Maazel al Festival di Orange nel 1975 viene invece giudicata la Desdemona “più estasiata, più assoluta, più pura, più straziata che si possa immaginare”.

Questi giudizi divergenti dipendono probabilmente dal fatto che le interpretazioni della Zylis-Gara, calibrate ed estranee a concessioni plateali, potevano sembrare molto distaccate. A ogni modo, il soprano polacco era sempre una cantante di indubbia raffinatezza ed eleganza, con un timbro limpido e puro, una linea di canto accurata e una certa sicurezza nella coloratura. La sua voce era tendenzialmente di soprano lirico e nel suo repertorio figuravano anche opere quali L’incoronazione di Poppea, Orfeo ed Euridice, Benvenuto Cellini, Il Giuramento di Mercadante, La bohème e soprattutto i capolavori di Mozart e Richard Strauss. Non sempre a suo agio è invece apparsa nelle parti di soprano drammatico, quali per esempio Elisabetta del Don Carlo e Anna Bolena.

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